In seguito alla scoperta di mozzarelle di bufala contaminate dalla diossina, il Giappone ha bloccato i carichi in ingresso per ulteriori analisi. Ed il ministro dice di non esagerare con i timori (vedi qui l'articolo) e che i controlli funzionano.
Peccato che già ad ottobre (vedi qui) qualcosa di poco chiaro fosse venuto fuori.
Italia, il paese dove si vive bene e si mangia meglio...
Ci mancheranno i ramen!
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mercoledì 26 marzo 2008
lunedì 24 marzo 2008
Votantonio votantonio....
Anche qui in oriente arrivano gli echi della campagna elettorale italiana, e della caterva di mirabolanti promesse a base di trippa che i vari candidati fanno agli elettori. Mentre ci chiediamo come pensano di far crescere l'Italia evitando di parlare di investimenti nella ricerca (forse con iniezioni di silicone nei punti strategici?) e che fine fará Alitalia (memori del fantasmagorico volo di andata ci chiediamo se almeno ci sará il ritorno) non possiamo fare a meno di confrontare i comizi italiani con quelli giapponesi.
Qui a Tokyo fare un comizio o una manifestazione sembra essere una cosa molto facile: basta munirsi di un microfono, un qualche tipo di stendardo, e mettersi a parlare. Durante i primi mesi della nostra permanenza ci accorgevamo che era venerdí perché, di fronte alla stazione di Futakotamagawa, si piazzava un signore che educatamente parlava, parlava, parlava e parlava, con la solerte moglie che gli reggeva un cartello con su scritto qualcosa e la folla educata che lo scansava non dandogli un minimo di retta.
Non abbiamo mai capito su cosa vertesse il suo discorso, ma quando non si é piú presentato ne abbiamo sentito la mancanza, oramai era diventato un rito, un po come il manga gratis il martedí a Shibuya!
Poi ci sono anche quelli con un po'piú di mezzi, che fanno le cose in grande, e attrezzano un camioncino con bandiere e altroparlanti, montano sul tetto e arringano le "folle" plaudenti... ci é capitato un paio di volte di vedere un tipo, probabilmente rappresentante di qualche gruppo di destra, come si arguiva dalle bandiere dell'esercito giapponese che sventolavano dal camioncino, parlare impettitto ed incazzato per delle ore.... lo trovavamo all'andata al centro commerciale, e poi al ritorno dopo un paio d'ore di shopping.
Risultato finale non molto diverso da quello del signore della stazione, comunque: eravamo gli unici a prestargli un minimo di attenzione, il resto della folla passava ignorando tranquillamente cotanto oratore.
Alla prossima!
Qui a Tokyo fare un comizio o una manifestazione sembra essere una cosa molto facile: basta munirsi di un microfono, un qualche tipo di stendardo, e mettersi a parlare. Durante i primi mesi della nostra permanenza ci accorgevamo che era venerdí perché, di fronte alla stazione di Futakotamagawa, si piazzava un signore che educatamente parlava, parlava, parlava e parlava, con la solerte moglie che gli reggeva un cartello con su scritto qualcosa e la folla educata che lo scansava non dandogli un minimo di retta.
Non abbiamo mai capito su cosa vertesse il suo discorso, ma quando non si é piú presentato ne abbiamo sentito la mancanza, oramai era diventato un rito, un po come il manga gratis il martedí a Shibuya!
Poi ci sono anche quelli con un po'piú di mezzi, che fanno le cose in grande, e attrezzano un camioncino con bandiere e altroparlanti, montano sul tetto e arringano le "folle" plaudenti... ci é capitato un paio di volte di vedere un tipo, probabilmente rappresentante di qualche gruppo di destra, come si arguiva dalle bandiere dell'esercito giapponese che sventolavano dal camioncino, parlare impettitto ed incazzato per delle ore.... lo trovavamo all'andata al centro commerciale, e poi al ritorno dopo un paio d'ore di shopping.
Risultato finale non molto diverso da quello del signore della stazione, comunque: eravamo gli unici a prestargli un minimo di attenzione, il resto della folla passava ignorando tranquillamente cotanto oratore.
Alla prossima!
mercoledì 19 marzo 2008
Lavori in corso.
Com'é un cantiere?
É un aspetto tipicamente italiano: il cantiere aperto, quattro transenne sgangherate e arrugginite buttate qua e la, un po' di terra smossa e nessuno li vicino, il tutto per mesi e mesi.
Le strade piene di buche e rappezzamenti, uno per ogni impianto realizzato: luce, gas, telefono, illuminazione, fogna; e tutti questi scavi fanno assomigliare la strada piú ad un 45 giri su cui si sono fatte le crepes che ad una strada. Ma poi, dopo 5-6 anni di accumulo, finalmente la lungimirante amministrazione comunale provvede a ripavimentare il tutto, salvo poi scassare daccapo per un nuovo impianto dopo 3-4 mesi.
Qui a Tokyo se volete vedere un cantiere dovete girare la notte: la strada viene chiusa, si scava alla luce delle fotoelettriche, si sistema quello che si deve sistemare e l'indomani mattina l'unica traccia del cantiere é una zona con l'asfalto un po' piú scuro. Il tutto accompagnato da cortesi operai che indicano la deviazione, regolano il traffico e accompagnano il pedone lungo il cantiere Tanto per dirne una, avete mai sentito un muratore o un operaio in Italia rivolgersi a voi che passate vicino al cantiere dicendovi in italiano e in terza persona "buongiorno, scusi il disagio, passi da questo lato per favore, grazie"? Eppure non mi risulta che occorra essere laureati in Scienze sociali con un master in Comunicazione Interpersonale per fare quei mestieri.
Naturalmente, lavorando di notte, i compressori e altri simili aggeggi non sono dei residuati della prima guerra punica, che con il loro TOTOTOTOTOTOTOTO a 100 dB sveglierebbero pure un morto cremato nella sua urna cineraria, ma sono dei supersilenziosi ultimi modelli, che per la gioia delle casalinghe giapponesi non sollevano neanche polvere. Eppure la terra é terra pure qui in Giappone... mah!
Infine, i camion che escono dai cantieri non emettono quelle belle nuvolozze di nerofumo spurgabronchi quando accellerano a pieno carico per partire, me ne sono accorto ieri quando sono stato l'unico a fermarsi e a coprirsi il viso tra quelli che erano di fianco ad un camion fermo al semaforo.
Alla prossima!
É un aspetto tipicamente italiano: il cantiere aperto, quattro transenne sgangherate e arrugginite buttate qua e la, un po' di terra smossa e nessuno li vicino, il tutto per mesi e mesi.
Le strade piene di buche e rappezzamenti, uno per ogni impianto realizzato: luce, gas, telefono, illuminazione, fogna; e tutti questi scavi fanno assomigliare la strada piú ad un 45 giri su cui si sono fatte le crepes che ad una strada. Ma poi, dopo 5-6 anni di accumulo, finalmente la lungimirante amministrazione comunale provvede a ripavimentare il tutto, salvo poi scassare daccapo per un nuovo impianto dopo 3-4 mesi.
Qui a Tokyo se volete vedere un cantiere dovete girare la notte: la strada viene chiusa, si scava alla luce delle fotoelettriche, si sistema quello che si deve sistemare e l'indomani mattina l'unica traccia del cantiere é una zona con l'asfalto un po' piú scuro. Il tutto accompagnato da cortesi operai che indicano la deviazione, regolano il traffico e accompagnano il pedone lungo il cantiere Tanto per dirne una, avete mai sentito un muratore o un operaio in Italia rivolgersi a voi che passate vicino al cantiere dicendovi in italiano e in terza persona "buongiorno, scusi il disagio, passi da questo lato per favore, grazie"? Eppure non mi risulta che occorra essere laureati in Scienze sociali con un master in Comunicazione Interpersonale per fare quei mestieri.
Naturalmente, lavorando di notte, i compressori e altri simili aggeggi non sono dei residuati della prima guerra punica, che con il loro TOTOTOTOTOTOTOTO a 100 dB sveglierebbero pure un morto cremato nella sua urna cineraria, ma sono dei supersilenziosi ultimi modelli, che per la gioia delle casalinghe giapponesi non sollevano neanche polvere. Eppure la terra é terra pure qui in Giappone... mah!
Infine, i camion che escono dai cantieri non emettono quelle belle nuvolozze di nerofumo spurgabronchi quando accellerano a pieno carico per partire, me ne sono accorto ieri quando sono stato l'unico a fermarsi e a coprirsi il viso tra quelli che erano di fianco ad un camion fermo al semaforo.
Alla prossima!
mercoledì 12 marzo 2008
Bei tempi quelli di Goethe!
Sia la Repubblica (qui) che il Corriere della Sera (qui) pubblicano i risultati di un'indagine fatta sugli studenti Erasmus venuti in Italia, dalla quale risulta che il nostro paese
Ad esempio, se sapete un posto dalle nostre parti dove con 5-6 euro (spesa equivalente a quella che sosteniamo qui) consumate un pranzo completo (bevande incluse) fatecelo sapere. Dato che per un panino imbottito si spendono intorno alle 3 euro, ci cominceremo ad organizzare per il nostro rientro. Ah, se vi trovate a passare da Tokyo e volete sapere dove siano questi posti, fate un fischio.
Voi direte "ma qui da noi é un posto di turismo, i prezzi é normale che siano piú alti".
A parte che Tokyo non é che sia un posto sperduto e ignoto ai turisti come Cocumola o Sciacquarape, qui una bevanda in lattina presa da un distributore automatico costa la stessa identica cifra sia di fianco al Meji Jingu o in aeroporto che nel paesino sperduto in cima alla collina. Da noi in Italia invece entrare in una stazione o in un aeroporto e avere sete é come andare in banca e chiedere un mutuo...
E non dimentichiamo che quelli che oggi sono studenti, domani saranno turisti, che ci penseranno due volte prima di farsi prendere per i fondelli daccapo dalle storielle sulla bella Italia.
Sará per questo che il turismo in Italia é in costante calo? Merito dei resoconti di viaggio della "prima generazione" di turisti?
Alla prossima!
è "costosissimo", "incapace di garantire un alloggio a prezzi contenuti" e un posto "dove l'inglese è una lingua di cui si fa a meno".tanto che
alla fine del soggiorno solo il 60% vi ritornerebbe ad occhi chiusi.Dire che ce ne eravamo accorti anche stando qui a Tokyo, terra famosa per la sua economicitá, é forse eccessivo?
Ad esempio, se sapete un posto dalle nostre parti dove con 5-6 euro (spesa equivalente a quella che sosteniamo qui) consumate un pranzo completo (bevande incluse) fatecelo sapere. Dato che per un panino imbottito si spendono intorno alle 3 euro, ci cominceremo ad organizzare per il nostro rientro. Ah, se vi trovate a passare da Tokyo e volete sapere dove siano questi posti, fate un fischio.
Voi direte "ma qui da noi é un posto di turismo, i prezzi é normale che siano piú alti".
A parte che Tokyo non é che sia un posto sperduto e ignoto ai turisti come Cocumola o Sciacquarape, qui una bevanda in lattina presa da un distributore automatico costa la stessa identica cifra sia di fianco al Meji Jingu o in aeroporto che nel paesino sperduto in cima alla collina. Da noi in Italia invece entrare in una stazione o in un aeroporto e avere sete é come andare in banca e chiedere un mutuo...
E non dimentichiamo che quelli che oggi sono studenti, domani saranno turisti, che ci penseranno due volte prima di farsi prendere per i fondelli daccapo dalle storielle sulla bella Italia.
Sará per questo che il turismo in Italia é in costante calo? Merito dei resoconti di viaggio della "prima generazione" di turisti?
Alla prossima!
lunedì 25 febbraio 2008
Qualcuno volò e ci prese per cuculo.
Oggi a tempo perso facevo un parallelo tra Italia e Giappone. Entrambe sono, in senso geografico, più lunghe che larghe, orientate grosso modo da nord a sud. Entrambe sono attraversate in questo verso da una catena montuosa (guarda caso si chiamano Alpi giapponesi).
Se è vero che partendo dalle stesse premesse si giunge alle stesse conclusioni, come mai della rete ferroviaria italiana si dice che è ostacolata dalla conformazione del territorio, mentre l'omologo giapponese consente agli shinkansen di sfrecciare da una parte all'altra del paese?
Altro parallelo interessante: in entrambi i paesi arriva l'inverno. E che succede d'inverno? Ce lo dicono sin dalle elementari: cade la neve!
In Giappone la neve causa al massimo un paio d'ore di disagio alle comunicazioni ferroviarie, giusto il tempo di sgombrare la linea.
In Italia invece, basta un po di neve per bloccare treni e autostrade e causare un'emergenza. Ma d'altra parte è noto come gli Appennini siano una ridente località balneare, da cui in un recente passato i pastori si allontanavano in inverno con la transumanza per sfuggire alle frotte di teutoniche in bikini e svernare tranquilli in riva al mare.
Altro effetto del freddo in Italia è che fa salire alle stelle i prezzi della frutta e verdura, perchè, guarda un po', durante l'inverno fa freddo e le piante soffrono. Però in Giappone, dove fa freddo uguale se non anche di più, le fragole, un tipico frutto invernale, hanno praticamente lo stesso prezzo da ottobre, nonostante sia caduta la neve.
Ed infine, mentre in Italia i prezzi dei carburanti sembra che siano dotati di uno scappamento (meccanismo consistente in una ruota dentata ed un arpione, che serve a far avanzare la ruota in una sola direzione) e riescono solo a salire, qui in Giappone, paese famoso per l'abbondanza di pozzi petroliferi autoctoni (tanto quanto lo è il polo nord per la vendita di frigoriferi), il prezzo della benzina fa stranamente su e giù da un giorno all'altro.
Ma da noi in Italia c'è Sanremo che risolve tutti i problemi, mentre qui ...
Alla prossima!
Se è vero che partendo dalle stesse premesse si giunge alle stesse conclusioni, come mai della rete ferroviaria italiana si dice che è ostacolata dalla conformazione del territorio, mentre l'omologo giapponese consente agli shinkansen di sfrecciare da una parte all'altra del paese?
Altro parallelo interessante: in entrambi i paesi arriva l'inverno. E che succede d'inverno? Ce lo dicono sin dalle elementari: cade la neve!
In Giappone la neve causa al massimo un paio d'ore di disagio alle comunicazioni ferroviarie, giusto il tempo di sgombrare la linea.
In Italia invece, basta un po di neve per bloccare treni e autostrade e causare un'emergenza. Ma d'altra parte è noto come gli Appennini siano una ridente località balneare, da cui in un recente passato i pastori si allontanavano in inverno con la transumanza per sfuggire alle frotte di teutoniche in bikini e svernare tranquilli in riva al mare.
Altro effetto del freddo in Italia è che fa salire alle stelle i prezzi della frutta e verdura, perchè, guarda un po', durante l'inverno fa freddo e le piante soffrono. Però in Giappone, dove fa freddo uguale se non anche di più, le fragole, un tipico frutto invernale, hanno praticamente lo stesso prezzo da ottobre, nonostante sia caduta la neve.
Ed infine, mentre in Italia i prezzi dei carburanti sembra che siano dotati di uno scappamento (meccanismo consistente in una ruota dentata ed un arpione, che serve a far avanzare la ruota in una sola direzione) e riescono solo a salire, qui in Giappone, paese famoso per l'abbondanza di pozzi petroliferi autoctoni (tanto quanto lo è il polo nord per la vendita di frigoriferi), il prezzo della benzina fa stranamente su e giù da un giorno all'altro.
Ma da noi in Italia c'è Sanremo che risolve tutti i problemi, mentre qui ...
Alla prossima!
giovedì 14 febbraio 2008
san Valentino
Oggi in tutto il mondo é san Valentino, giorno dedicato (d)agli innamorati ai ristoratori, ai venditori di cioccolato e biancheria intima supersexy (che a causa della cioccolata ingerita non potrá essere indossata fino al 13 febbraio dell'anno successivo).
Non staró ad annoiarvi con i dettagli di tutto quello che in Italia é costume fare per questa data, ma vi racconteró cosa si usa fare qui in Giappone.
Tanto per cominciare non c'é simmetria: gli uomini sono tranquillamente esentati dal fare regali di sorta, é compito e cura esclusivamente delle donne fare un pensiero. E non solo al proprio partner, ma anche a tutti gli uomini con cui hanno una qualche relazione/rapporto, compresi i colleghi di lavoro.
Questa é una cosa che é fondamentale sapere, sia che siate fidanzati sia che non lo siate. Perché?
Se siete fidanzati, eviterete che la vostra metá inauguri su di voi la katana appena comprata ad Asakusa, mettendo in pratica gli insegnamenti della scuola di sushi, quando vi vedrá ricevere un regalo da ogni giapponesina che ha la ventura di essere vostra collega. In questo modo eviterete di essere ricuciti stile patchwork. (per fortuna che nel mio ufficio ci sono solo uomini!)

Se invece non siete fidanzati e volete approfittare dell'occasione, cosa c'é di meglio che apparire come l'unico maschio sensibile in tutta l'area metropolitana di Tokyo, regalando qualche cioccolatino alla vostra futura bella e conquistandone il cuore e lo stomaco? Ah, nel caso volesse provare, sappiate che 4 cioccolatini delle dimensioni di una moneta da 2 centesimi costano intorno ai 6 euro in una patisserie, e le giapponesi non sono a dieta perenne come le italiane....

Perció tenete bene a mente questa usanza, se doveste capitare da queste parti il 14 febbraio.
Alla prossima!
Non staró ad annoiarvi con i dettagli di tutto quello che in Italia é costume fare per questa data, ma vi racconteró cosa si usa fare qui in Giappone.
Tanto per cominciare non c'é simmetria: gli uomini sono tranquillamente esentati dal fare regali di sorta, é compito e cura esclusivamente delle donne fare un pensiero. E non solo al proprio partner, ma anche a tutti gli uomini con cui hanno una qualche relazione/rapporto, compresi i colleghi di lavoro.
Questa é una cosa che é fondamentale sapere, sia che siate fidanzati sia che non lo siate. Perché?
Se siete fidanzati, eviterete che la vostra metá inauguri su di voi la katana appena comprata ad Asakusa, mettendo in pratica gli insegnamenti della scuola di sushi, quando vi vedrá ricevere un regalo da ogni giapponesina che ha la ventura di essere vostra collega. In questo modo eviterete di essere ricuciti stile patchwork. (per fortuna che nel mio ufficio ci sono solo uomini!)
Se invece non siete fidanzati e volete approfittare dell'occasione, cosa c'é di meglio che apparire come l'unico maschio sensibile in tutta l'area metropolitana di Tokyo, regalando qualche cioccolatino alla vostra futura bella e conquistandone il cuore e lo stomaco? Ah, nel caso volesse provare, sappiate che 4 cioccolatini delle dimensioni di una moneta da 2 centesimi costano intorno ai 6 euro in una patisserie, e le giapponesi non sono a dieta perenne come le italiane....
Perció tenete bene a mente questa usanza, se doveste capitare da queste parti il 14 febbraio.
Alla prossima!
mercoledì 6 febbraio 2008
Taciyomi.
Sapete cos'é il taciyomi?
Beh, é una cosa che ho visto fare parecchie volte qui in Giappone, ma per sapere che avesse un nome ben definito ho dovuto leggere i vari post del blog di un giapponese in Italia.
In pratica con "taciyomi" si intende lo stare in piedi in una libreria o in un'edicola e sfogliare le varie riviste senza peró comprarle.
Qui in Giappone é una cosa molto diffusa: uno entra in una libreria o in un convenience store (piccoli negozietti che si trovano praticamente ovunque e che vendono un po di tutto) e trova tanta gente che sfoglia le riviste e i libri, poi dopo un poco cambia rivista o se ne va.
Solo molto raramente si trovano cartelli che invitano a non "taciyomare"...
In Italia una cosa del genere é impensabile, a meno che non siate parenti stretti del proprietario. Se vi mettete a sfogliare una rivista e poi non la comprate, bene che vada vi beccate un rimprovero, male che vada vi regaleranno l'annuario dei santi e defunti edizione 2008.
Eppure un comportamento del genere é comprensibile: uno prima da un'occhiata alla rivista, se la trova interessante la acquista (ricordate il concetto del "il cliente deve essere contento di pagare"?) altrimenti la lascia li. O forse é proprio per questo che non lo fanno fare in Italia?
Alla prossima.
Beh, é una cosa che ho visto fare parecchie volte qui in Giappone, ma per sapere che avesse un nome ben definito ho dovuto leggere i vari post del blog di un giapponese in Italia.
In pratica con "taciyomi" si intende lo stare in piedi in una libreria o in un'edicola e sfogliare le varie riviste senza peró comprarle.
Qui in Giappone é una cosa molto diffusa: uno entra in una libreria o in un convenience store (piccoli negozietti che si trovano praticamente ovunque e che vendono un po di tutto) e trova tanta gente che sfoglia le riviste e i libri, poi dopo un poco cambia rivista o se ne va.
Solo molto raramente si trovano cartelli che invitano a non "taciyomare"...
In Italia una cosa del genere é impensabile, a meno che non siate parenti stretti del proprietario. Se vi mettete a sfogliare una rivista e poi non la comprate, bene che vada vi beccate un rimprovero, male che vada vi regaleranno l'annuario dei santi e defunti edizione 2008.
Eppure un comportamento del genere é comprensibile: uno prima da un'occhiata alla rivista, se la trova interessante la acquista (ricordate il concetto del "il cliente deve essere contento di pagare"?) altrimenti la lascia li. O forse é proprio per questo che non lo fanno fare in Italia?
Alla prossima.
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Vita quotidiana
lunedì 28 gennaio 2008
E dopo la neve, il gelato.
Una delle cose che senz'altro colpisce di più un occidentale, e meglio ancora un italiano, in Giappone, è l'estrema cortesia e gentilezza delle persone in generale e dei commessi nei negozi in particolare.
Se chiedete qualcosa ad un commesso/a, quello farà di tutto per aiutarvi, se chiedete dove si trova un prodotto, ad esempio, lascerà quello che sta facendo e vi porterà (o vi farà portare) la dove avete chiesto.
Anche nell'imbustamento della spesa, ad esempio, viene messa la massima cura e dedizione, come se voi foste gli unici clienti della giornata, e quando vi viene dato il resto le banconote vengono contate una per una.
Insomma, per farla breve, il concetto che c'è alla base del rapporto cliente-negoziante è che il lavoro va fatto bene, in maniera che il cliente sia contento di pagare per il lavoro ben fatto. Alzi la mano chi di voi è contento di pagare in un qualsiasi negozio italiano.
Per chiudere, gustatevi, solo con gli occhi, ahivoi, come viene preparato il gelato nella gelateria Cold Stone nella stazione di Shibuya. Vi assicuro che sia il gelato che la cialda ricoperta al cioccolato (preparata praticamente al momento) sono ottimi. Per la cronaca il gusto del gelato era Banana Caramel Crunch.
Alla prossima!
Se chiedete qualcosa ad un commesso/a, quello farà di tutto per aiutarvi, se chiedete dove si trova un prodotto, ad esempio, lascerà quello che sta facendo e vi porterà (o vi farà portare) la dove avete chiesto.
Anche nell'imbustamento della spesa, ad esempio, viene messa la massima cura e dedizione, come se voi foste gli unici clienti della giornata, e quando vi viene dato il resto le banconote vengono contate una per una.
Insomma, per farla breve, il concetto che c'è alla base del rapporto cliente-negoziante è che il lavoro va fatto bene, in maniera che il cliente sia contento di pagare per il lavoro ben fatto. Alzi la mano chi di voi è contento di pagare in un qualsiasi negozio italiano.
Per chiudere, gustatevi, solo con gli occhi, ahivoi, come viene preparato il gelato nella gelateria Cold Stone nella stazione di Shibuya. Vi assicuro che sia il gelato che la cialda ricoperta al cioccolato (preparata praticamente al momento) sono ottimi. Per la cronaca il gusto del gelato era Banana Caramel Crunch.
Alla prossima!
martedì 1 gennaio 2008
Triangolare aeroportuale
Visto che è la fine dell'anno ci prendiamo il lusso di allargare l'ormai classico match Italia-Giappone, invitando anche l'Olanda al triangolare di fine anno, che riguarderà aeroporti e dintorni.
E che fa la signora delle pulizie? Si scusa con voi ed vi lascia il bagno, allontanandosi.
"Ah signò, ndo cazzo vai? Nun vedi che ho appena lavato pe tera? Ma valla a fà da nnartra parte, va!"
E vediamo ora come vengono chiamati i passeggeri in ritardo per l'imbarco.
Buon 2008 e alla prossima!
Aeroporto Giapponese (Narita):
Arrivate in aeroporto e vi scappa. Che fate? Andate in bagno, ovvio. E nel bagno chi trovate? Ma la signora delle pulizie che sta pulendo, e chi se no?E che fa la signora delle pulizie? Si scusa con voi ed vi lascia il bagno, allontanandosi.
Aeroporto Olandese (Schiphol):
Anche qui vi scappa, e andate in bagno. Qui, anzichè la signora delle pulizie, trovate il signore delle pulizie che sta lavando, non si scusa, ma vi dice che potete comunque usufruire del locale.Aeroporto Italiano (Fiumicino):
E per finire andate in bagno anche qui, le bevande offerte durante il volo fanno effetto, che ci potete fare? Anche qui c'è la signora delle pulizie intenta a lavare. Che fa appena vi vede?"Ah signò, ndo cazzo vai? Nun vedi che ho appena lavato pe tera? Ma valla a fà da nnartra parte, va!"
E vediamo ora come vengono chiamati i passeggeri in ritardo per l'imbarco.
Aeroporto Giapponese (Narita):
La gentilissima voce del microfono chiama il signor So-late, chiedendogli gentilmente di raggiungere il gate per l'imbarco.Aeroporto Olandese (Schiphol):
La voce del microfono apostrofa il signor So-late: "Signor So-late, state facendo ritardare il volo. Imbarcatevi!"Aeroporto Italiano (Fiumicino):
Come fa un passeggero ad arrivare in ritardo all'imbarco, quando l'orario stesso di imbarco e decollo è una variabile aleatoria non standard? La possibilità di una chiamata per ritardato imbarco è riportato come puramente teorica sul manuale degli assistenti di volo. Nella realtà non si è mai verificata.Buon 2008 e alla prossima!
sabato 29 dicembre 2007
Ferrovie.
Ormai è uso comune, quando si vogliono sapere gli orari dei treni, andare sul sito della compagnia di interesse e consultare l' orario on line. Anche da questa piccola esperienza si possono trarre utili informazioni sul carattere dei popoli.
Italia:
Mario Rossi con il pc che ha a casa va sul sito di Trenitalia, vuole sapere gli orari del treno che da Latina va a Firenze. Compila il modulo on line, indicando come orario di partenza le 13:00. Il programma di ricerca sa che Mario Rossi, dicendo le 13:00, intendeva dire "suppergiù intorno a quell'ora, ma senza impegno", e quindi, conscio del fatto che all'ultimo momento può sempre saltare fuori una zia da salutare (anche se è solo un viaggio di lavoro l'italiano medio saluta sempre tutta la parentela ed il vicinato prima della partenza..), un capuccino da consumare, insomma, un imprevisto, gli fornisce tutti gli orari dei treni nelle successive 24 ore.
Giappone:
Ranma Sautome dal suo telefonino si collega al sito delle JR (Japan Railway), e chiede gli orari del treno che va da Sakura-Shimmaci a Nara, indicando come orario di partenza le 13:00. Il programma di ricerca sa che Ranma dicendo le 13 voleva dire proprio le 13, non le 13:05 o le 14:59. Allora gli fornisce tutte le combinazioni di treni che partono alle 13 e arrivano a Nara, non importa quanti cambi ci siano da fare. (Un pò come se Mario Rossi si vedesse proporre per il Latina-Firenze le tratte Latina-Roma-Firenze, Latina-Napoli-Roma-Firenze e Latina-Caserta-Bari-Modena-Firenze).
Scelti i treni ed i rispettivi orari, i nostri due cittadini medi si recano in stazione a comprare i rispettivi biglietti.
Italia:
Biglietteria con 5 sportelli e 3 impiegati. Nel momento in cui la coda si allunga mostruosamente, l'impiegato B decide che è il momento della pausa caffè sindacale, chiude il suo sportello e si allontana. Nel frattempo l'impiegato C è riuscito ad impallare il pc che emette i biglietti, mentre l'impiegato A combatte con un ciclista che insiste a voler far applicare una normativa regionale sul trasporto bici che tutto il mondo conosce, meno ovviamente l'impiegato A.
Mario Rossi comincia a imprecare insieme a tutta la coda, al coro di imprecazioni di uniscono anche gli impiegati della biglietteria, nascosti dietro il vetro spesso 5 cm, fino a che non chiudono tutto per andare in pausa caffè.
Giappone:
Biglietteria con 2 sportelli e 2 impegati. Nel momento in cui la cosa si allunga mostruosamente ed in maniera ordinata, un terzo impiegato non allo sportello esce dall'ufficio, si accosta alla fila e comincia a chiedere a tutti quelli che sono in coda che biglietto devono acquistare. Annota il tutto sull'apposito modulo cartaceo che poi consegna al cliente, che a sua volta lo consegnerà allo sportello per richiedere il biglietto.
Arriva poi il momento di salire sul treno, stavolta non vi dico qual'è l'Italia e qual'è il Giappone, vediamo se indovinate...


Alla prossima! E visto che nei prossimi giorni saremo in viaggio, buon 2008!
Italia:
Mario Rossi con il pc che ha a casa va sul sito di Trenitalia, vuole sapere gli orari del treno che da Latina va a Firenze. Compila il modulo on line, indicando come orario di partenza le 13:00. Il programma di ricerca sa che Mario Rossi, dicendo le 13:00, intendeva dire "suppergiù intorno a quell'ora, ma senza impegno", e quindi, conscio del fatto che all'ultimo momento può sempre saltare fuori una zia da salutare (anche se è solo un viaggio di lavoro l'italiano medio saluta sempre tutta la parentela ed il vicinato prima della partenza..), un capuccino da consumare, insomma, un imprevisto, gli fornisce tutti gli orari dei treni nelle successive 24 ore.
Giappone:
Ranma Sautome dal suo telefonino si collega al sito delle JR (Japan Railway), e chiede gli orari del treno che va da Sakura-Shimmaci a Nara, indicando come orario di partenza le 13:00. Il programma di ricerca sa che Ranma dicendo le 13 voleva dire proprio le 13, non le 13:05 o le 14:59. Allora gli fornisce tutte le combinazioni di treni che partono alle 13 e arrivano a Nara, non importa quanti cambi ci siano da fare. (Un pò come se Mario Rossi si vedesse proporre per il Latina-Firenze le tratte Latina-Roma-Firenze, Latina-Napoli-Roma-Firenze e Latina-Caserta-Bari-Modena-Firenze).
Scelti i treni ed i rispettivi orari, i nostri due cittadini medi si recano in stazione a comprare i rispettivi biglietti.
Italia:
Biglietteria con 5 sportelli e 3 impiegati. Nel momento in cui la coda si allunga mostruosamente, l'impiegato B decide che è il momento della pausa caffè sindacale, chiude il suo sportello e si allontana. Nel frattempo l'impiegato C è riuscito ad impallare il pc che emette i biglietti, mentre l'impiegato A combatte con un ciclista che insiste a voler far applicare una normativa regionale sul trasporto bici che tutto il mondo conosce, meno ovviamente l'impiegato A.
Mario Rossi comincia a imprecare insieme a tutta la coda, al coro di imprecazioni di uniscono anche gli impiegati della biglietteria, nascosti dietro il vetro spesso 5 cm, fino a che non chiudono tutto per andare in pausa caffè.
Giappone:
Biglietteria con 2 sportelli e 2 impegati. Nel momento in cui la cosa si allunga mostruosamente ed in maniera ordinata, un terzo impiegato non allo sportello esce dall'ufficio, si accosta alla fila e comincia a chiedere a tutti quelli che sono in coda che biglietto devono acquistare. Annota il tutto sull'apposito modulo cartaceo che poi consegna al cliente, che a sua volta lo consegnerà allo sportello per richiedere il biglietto.
Arriva poi il momento di salire sul treno, stavolta non vi dico qual'è l'Italia e qual'è il Giappone, vediamo se indovinate...
Alla prossima! E visto che nei prossimi giorni saremo in viaggio, buon 2008!
venerdì 21 dicembre 2007
No(n)tizie.

«Prepariamoci a combattere gli alieni»
Due esponenti del governo nipponico ammettono l'esistenza degli Ufo.
(clicca qui o qui per i dettagli).
Beh, che dire? Hanno visto Ciambel V e si sono spaventati? Vedremo presto un vero Mazinga volare nei cieli del mondo?
O, sull'esempio delle ricerche scientifiche sulle balene che poi finiscono servite nei ristoranti, é solo un modo di aggirare il pacifismo costituzionalmente stabilito?
Sará anche un effetto delle sbronze di fine anno, ma certe notizie mi sollevano... non abbiamo solo in Italia dei politici che fanno ridere...
Certo, in Italia sarebbero subito sorte dibattiti e moviole su "gli UFO sono di destra o di sinistra?", con la Lega a manifestare contro gli invasori extracomunitari a colpi di gorgonzola e bagna cauda (notoriamente gli UFO trovano indigesti tali prodotti) e il capo degli invasori invitato a "C'é posta per te" e "Porta a porta" per illustrare il piano di invasione terrestre...
Alla prossima!
domenica 16 dicembre 2007
Tifosi a confronto.
Oggi a Yokohama si disputa la finale del campionato mondiale per club, in cui è impegnata anche una squadra italiana. Trovandoci a passare da quelle parti in treno diretti a Kamakura (cui si riferiscono le foto del post) ci siamo imbattuti in alcuni esemplari di homo tifosus mediolanumenses nipponicus e homo tifosus italicus mediolanumense vulgaris. Cosa differenzia le due specie? Vediamo di seguito una loro descrizione:
homo tifosus mediolanumenses nipponicus: vestito da capo a piedi con merchandising ufficiale della squadra del cuore (guanti, berretto, piumino, sciarpa, calzini, scarpe e bandiera), sale sul treno diretto a Yokohama con calma olimpica alle ore 11:00 (la partita è alle ore 19:30). Appena possibile si accomoda, schiaccia il suo nipponico pisolino e scende alla stazione. Il tutto senza dire una parola.
homo tifosus italicus mediolanumense vulgaris: arriva alla stazione di Yokohama alle ore 18:30. Abbigliamento: bomber verde, zuccotto di lana nero. Unico oggetto della squadra del cuore, la sciarpa sicuramente contraffatta. Scambia col povero funzionario della stazione il seguente dialogo:
I: "Uere issi de stadiummu?"
G:"....."
I:"Aho, che cazzo stamo a perde tempo co questo? Uere issi de stadiummu? Sokkere! Sokkere! (indica la sciarpa e gli sventola sotto il naso il biglietto, gesticolando freneticamente)"
G:"...."
I:"Aho, nnamo bene! uere issi de stadiummu? Manco l'inglese sa parlà questo!" (detto da uno che ha senz'altro studiato a Oxford c'è da crederci!)
Robot e tifosi... Giappone batte Italia 2-0!
Anzi, visti questi bei pescioni... direi 3-0.
Alla prossima!
A proposito di robot...
Siamo cresciuti tutti con questo dubbio: ma perchè i robottoni li facevano solo in Giappone?
Grazie ad un nostro infiltrato nell'Istituto della Scienza, della Tecnica e della Parmigiana, abbiamo trovato le prove che anche in Italia sono riusciti a creare un maxi robottone: Ciambel V!
Eccovi il video in anteprima!
Alla prossima
Grazie ad un nostro infiltrato nell'Istituto della Scienza, della Tecnica e della Parmigiana, abbiamo trovato le prove che anche in Italia sono riusciti a creare un maxi robottone: Ciambel V!
Eccovi il video in anteprima!
Alla prossima
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sabato 15 dicembre 2007
Educazione giapponese.
Vediamo un pochino di dare qualche delucidazione sulle buone maniere qui nel lontano oriente.
Visto che ormai sapete benissimo che qui in Giappone è buona educazione aspirare rumorosamente gli spaghetti (il famoso tsuru tsuru) e non soffiarsi il naso in pubblico, bensì tirare su il più possibile, e quindi, forti di queste conoscenze non andrete mai a mangiare spaghetti o a raffreddarvi in Giappone, vediamo alcuni altri casi di vita comune in cui la buona educazione può essere utile.
Supponiamo che, trovandovi ad entrare in un edificio, voi entriate subito dopo un'altra persona, e che quella, per gentilezza, vi tenga la porta aperta. Voi come rispondete?
La vostra italica mamma vi avrà ripetuto fino alla noia, quando eravate piccini, che bisogna dire "grazie" e possibimente accompagnare il tutto con un sorriso.
Le mamme giapponesi, invece, che sono tenere e dolci come il granito rosso del Brasile, ripetono instancabilmente ai loro piccini: "disgraziato, scioperato, lavativo! stai facendo perdere tempo allu signore! muoviti e passa e chiedi scusa!"
E così, dopo aver passato la porta, dovrete inevitabilmente scusarvi con la persona di turno.
La stessa cosa avviene se per caso vi trovate a raccogliere a qualcuno/a un oggetto caduto per terra. Non vi sentirete dire arigato, bensì sumimasen.
In breve, non dovete ringraziare per la cortesia ricevuta, ma scusarvi per aver distratto l'altro dalla sua intenzione originaria.
Capito come funziona qui?
Alla prossima!
Visto che ormai sapete benissimo che qui in Giappone è buona educazione aspirare rumorosamente gli spaghetti (il famoso tsuru tsuru) e non soffiarsi il naso in pubblico, bensì tirare su il più possibile, e quindi, forti di queste conoscenze non andrete mai a mangiare spaghetti o a raffreddarvi in Giappone, vediamo alcuni altri casi di vita comune in cui la buona educazione può essere utile.
Supponiamo che, trovandovi ad entrare in un edificio, voi entriate subito dopo un'altra persona, e che quella, per gentilezza, vi tenga la porta aperta. Voi come rispondete?
La vostra italica mamma vi avrà ripetuto fino alla noia, quando eravate piccini, che bisogna dire "grazie" e possibimente accompagnare il tutto con un sorriso.
Le mamme giapponesi, invece, che sono tenere e dolci come il granito rosso del Brasile, ripetono instancabilmente ai loro piccini: "disgraziato, scioperato, lavativo! stai facendo perdere tempo allu signore! muoviti e passa e chiedi scusa!"
E così, dopo aver passato la porta, dovrete inevitabilmente scusarvi con la persona di turno.
La stessa cosa avviene se per caso vi trovate a raccogliere a qualcuno/a un oggetto caduto per terra. Non vi sentirete dire arigato, bensì sumimasen.
In breve, non dovete ringraziare per la cortesia ricevuta, ma scusarvi per aver distratto l'altro dalla sua intenzione originaria.
Capito come funziona qui?
Alla prossima!
lunedì 3 dicembre 2007
Trovate le differenze... 2
Oggi la metro ha fatto ritardo per non so bene quale motivo. Puó capitare.
60 minuti per fare il tragitto che di solito si fa in 20 minuti.
In Italia:
Passeggeri che urlano, sbraitano, sbuffano. Donne salite illibate sul treno ne scendono con in braccio 1 neonato. Si mischiano invocazioni a santi patroni e maledizioni a governanti presenti, passati, futuri, condizionali e congiuntivi.
Personale in vista: 0. E chi si fa vedere non sa nulla.
Una volta arrivati in stazione la fila per presentare reclamo e avere il rimborso scoraggia il 50% degli aventi diritto, mentre l'ottusitá dell'addetto agisce su un altro buon 25%.
In Giappone:
Passeggeri calmi e tranquilli, al massimo cambiano treno in qualche stazione intermedia. Continuano a giocare al telefonino o a dormire come se niente fosse.
Sul treno il personale si scusa ogni 5 minuti per il disagio causato.
Arrivati in stazione circa 20 persone con le divise ufficiali della metropolitana ti aspettano al varco biglietti per consegnarti un foglietto con su indicato linea ed entitá del ritardo ed eventualmente aiutarti.
Un collega mi dice "sai, i giapponesi odiano i treni in ritardo, e con questo possono giustificare un ritardo".
Prevedo forte shock da rientro... ;)
Ed in piú, mentre attendevamo sul treno, abbiamo sentito un giapponese di fronte a noi fare una chiamata: "ué Anna, chiama la Luciana, sono bloccato in questo treno e faccio tardi" con impeccabile accento milanese...
Alla prossima!
60 minuti per fare il tragitto che di solito si fa in 20 minuti.
In Italia:
Passeggeri che urlano, sbraitano, sbuffano. Donne salite illibate sul treno ne scendono con in braccio 1 neonato. Si mischiano invocazioni a santi patroni e maledizioni a governanti presenti, passati, futuri, condizionali e congiuntivi.
Personale in vista: 0. E chi si fa vedere non sa nulla.
Una volta arrivati in stazione la fila per presentare reclamo e avere il rimborso scoraggia il 50% degli aventi diritto, mentre l'ottusitá dell'addetto agisce su un altro buon 25%.
In Giappone:
Passeggeri calmi e tranquilli, al massimo cambiano treno in qualche stazione intermedia. Continuano a giocare al telefonino o a dormire come se niente fosse.
Sul treno il personale si scusa ogni 5 minuti per il disagio causato.
Arrivati in stazione circa 20 persone con le divise ufficiali della metropolitana ti aspettano al varco biglietti per consegnarti un foglietto con su indicato linea ed entitá del ritardo ed eventualmente aiutarti.
Un collega mi dice "sai, i giapponesi odiano i treni in ritardo, e con questo possono giustificare un ritardo".
Prevedo forte shock da rientro... ;)
Ed in piú, mentre attendevamo sul treno, abbiamo sentito un giapponese di fronte a noi fare una chiamata: "ué Anna, chiama la Luciana, sono bloccato in questo treno e faccio tardi" con impeccabile accento milanese...
Alla prossima!
domenica 25 novembre 2007
Trovate le differenze...
Posto di lavoro in Italia:
Mario Rossi arriva in ufficio, col proposito di sbrigare 10 pratiche.
Tra una pausa caffè, una sigaretta, un po' di cazzeggio coi colleghi, la pausa pranzo con caffè e ammazzacaffè e qualche telefonata di lavoro, arrivano le 17:00, ora di andare via.
Pratiche sbrigate: 5. Le restanti 5 si aggiungono al gruppo di domani. L'orario di fine lavoro è sacro, a meno di scadenze improrogabili nell'arco delle successive 24 ore.
Posto di lavoro in Giappone:
Ataru Moroboschi arriva in ufficio, col proposito di sbrigare 15 pratiche.
Non ha pausa caffè, beve il the direttamente alla scrivania, ma ha anche lui le sigarette ed il cazzeggio coi colleghi.
Pausa pranzo velocissima, 15 minuti tra andare a mensa, pranzare e tornare, però il sonnellino ci scappa. Le telefonate di lavoro sono inevitabili. Arrivano le 17, ora di andare via.
Pratiche sbrigate: 5. Il lavoro che ci si è proposti di fare è sacro, resta a lavoro fino a mezzanotte e oltre pur di finire. In casi estremi dorme in ufficio con la brandina aziendale.
Eppure Italia e Giappone sono entrambe nel G8...
Mario Rossi arriva in ufficio, col proposito di sbrigare 10 pratiche.
Tra una pausa caffè, una sigaretta, un po' di cazzeggio coi colleghi, la pausa pranzo con caffè e ammazzacaffè e qualche telefonata di lavoro, arrivano le 17:00, ora di andare via.
Pratiche sbrigate: 5. Le restanti 5 si aggiungono al gruppo di domani. L'orario di fine lavoro è sacro, a meno di scadenze improrogabili nell'arco delle successive 24 ore.
Posto di lavoro in Giappone:
Ataru Moroboschi arriva in ufficio, col proposito di sbrigare 15 pratiche.
Non ha pausa caffè, beve il the direttamente alla scrivania, ma ha anche lui le sigarette ed il cazzeggio coi colleghi.
Pausa pranzo velocissima, 15 minuti tra andare a mensa, pranzare e tornare, però il sonnellino ci scappa. Le telefonate di lavoro sono inevitabili. Arrivano le 17, ora di andare via.
Pratiche sbrigate: 5. Il lavoro che ci si è proposti di fare è sacro, resta a lavoro fino a mezzanotte e oltre pur di finire. In casi estremi dorme in ufficio con la brandina aziendale.
Eppure Italia e Giappone sono entrambe nel G8...
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