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domenica 9 aprile 2017

Rifiniture

Niente meglio di una giornata di sole per sedere al parco e definire gli ultimi dettagli dell'itinerario.

Prima un paio d'ore in giro pedalando nelle campagne (un traffico di biciclette da fare invidia ad un lungomare salentino la domenica pomeriggio), poi pranzo al sacco e mappe alla mano.

Grazie a questo raccogliamo quanti più buoni presagi possibili per il viaggio. Un buon karma è sempre benvenuto.

Dogyo ninin.

Nothing better than a sunny day to sit in a park and define the last details of the trip.

First a couple hours cycling in the countryside (crowded of bikers like cars on the seaside on a Sunday), then lunch to-go and maps ready.

Thanks to this we collect as much good omens as possible. Good karma is always welcome.

Dogyo ninin.

sabato 8 aprile 2017

Packing

Mattinata passata a smontare ed imballare le bici. Le sacche le abbiamo preparate la settimana scorsa.

Restano solo da sistemare gli abiti borghesi. E poi via, verso tempio 75.

Spent the morning disassembling and packing our bikes. The bags with our technical gear have been prepared last week.

It remains only to collect our civil clothes.  And then on the way to temple 75.

lunedì 27 febbraio 2017

Come ci siamo preparati: parte 1

(English text below)

Per intraprendere un viaggio così lungo, in una terra che per quanto cordiale è pur sempre straniera, ovviamente non basta leggere un racconto cyberpunk. Occorre prepararsi raccogliendo mappe e altre informazioni utili.

Dopo qualche ricerca in rete abbiamo trovato diversi siti che offrivano tante informazioni; tra questi ne abbiamo usati due in particolare. Il primo (Shikoku Henro Trail) ci ha indirizzato, tra l'altro, verso un libro che è una vera è propria miniera di informazioni, contenente tutte le mappe per l'itinerario a piedi. (si potrà chiamarla Bibbia del pellegrino se il pellegrinaggio è Buddista?).

Si tratta dello Shikoku Japan 88 Route Guide, disponibile in inglese ed anche in giapponese. Si può comprare on line dal sito, oppure se vi trovate a passare da Amsterdam si trova in vendita da Pied à Terre. Collegato al sito trovate anche un forum dove trovare risposte a tutte le domande che potreste avere.


Non soddisfatti di questo, abbiamo provato a consultare anche la JNTO (Japan National Tourist Organization), chiedendo loro se per caso sapevano indicarci come trovare delle mappe dettagliate dello Shikoku. Beh, forse non ci crederete, ma ce le hanno spedite a casa, in abbondanza. E, fatto non trascurabile, in doppia lingua, perchè se volete chiedere informazioni alla gente del posto, ma la gente del posto non sa leggere i caratteri occidentali ma solo i kanji, la vostra bella mappa in caratteri latini è inutile come una forchetta per mangiare una zuppa.

Ovviamente in rete non mancano video che vi danno informazioni sul pellegrinaggio, e tra questi ci è molto piaciuto un documentario fatto da Ingmar Beldman, uno steward olandese che ha fatto il pellegrinaggio nel 2013 e che ha tenuto un diario video del suo cammino.




Sono 20 filmati da 15 minuti l'uno, che coprono tutti i 46 giorni di cammino.
Mentre sostava in un minshuku, Ingmar si è trovato a scambiare quattro chiacchiere con un simpatico vecchietto giapponese, che gli ha detto di avere 71 anni e di aver completato il pellegrinaggio già 21 volte, come testimoniato dal suo libretto pieno zeppo di timbri dei templi.
La cosa divertente è che questo vecchietto affermava di completare un giro (1200 km) in 20 giorni, cioè viaggiando alla media di 60 km al giorno.
Speriamo che se ce lo troviamo alle spalle lungo il percorso ci dia il tempo di scansarci! :)

giovedì 3 aprile 2008

Mitake san.

Ultima escursione in terra nipponica, dedicata oggi al Mitake san.
Porta di ingresso al parco nazionale di Chicibu, proprio appena fuori Tokyo, si raggiunge dopo un paio di ore in treno.


Dalla stazione si giunge alla base della montagna, da cui si può scegliere se salire con la funivia, che porta in cima in 6 minuti, oppure se arrampicarsi su per la stradina che serpeggia sulle pendici con "modeste" pendenze tra foreste di alberi secolari abitate dagli scoiattoli volanti.


Naturalmente noi abbiamo scelto di salire a piedi, seguendo la stradina costeggiata da 748 criptomerie secolari, numerate una per una....
Faticosa impresa, ma il paesaggio che si ammira dalla cima ne vale assolutamente la pena, ed il fragoroso silenzio che si gode da lassù è veramente surreale per chi esce da Tokyo.


Nel villaggio in cima dipartono poi una serie di percorsi di trekking. Vista l'ora tarda e alcuni nuvoloni incombenti ci siamo limitati a raggiungere il punto di osservazione panoramica, da cui la vista spazia fino a Tokyo (seconda foto panoramica).


Da li abbiamo visto un'aquila salire lungo una termica per poi lanciarsi in picchiata: uno spettacolo da lasciare senza parole. Prendendo a riferimento la seconda panoramica, è salita lungo la destra, poi è discesa lungo la diagonale fino al primo costone a sinstra e da li ha sorvolato il bosco.



Tornando indietro abbiamo ammirato quest'albero millenario, che adorna l'ingresso del tempio del Mitake san; anche lui, come si capisce dalla corda di paglia di riso che ne cinge il tronco, è un jinja, ossia un santuario. Vi assicuro che non ha nulla da invidiare alla Pietà di Michelangelo...

Il ritorno ce lo siamo fatto sulla funivia, un bel vagone inclinato a 45° che ci ha fatto discendere fino alla stazione, e da li siamo rientrati a Tokyo.
Se vi piacciono le vacanze a base di trekking, fateci un pensierino!

sabato 29 marzo 2008

Andiam, andiam, andiamo al Takao san.

Per la serie "il trekking in Giappone", oggi abbiamo dedicato le nostre attenzioni, ma soprattutto le nostre gambe ed i nostri polmoni, oltre ai 5 sensi e alla nostra meraviglia, al Takao san.



Questo monte, alto 599 metri e 30 centimetri (oh, 'sti giapponesi sono precisi, c'è poco da fare...) e dalla cui cima si gode un panorama meraviglioso nonostante le nuvole, è situato alla periferia di Tokyo, ed è il posto ideale per una veloce escursione lontano dal cemento metropolitano.


Dalla sua base partono una serie di percorsi da trekking che arrivano sulla sua cima serpeggiando attraverso la foresta che cinge le sue pendici. Noi per la salita abbiamo scelto il numero 6, che vedete illustrato nella foto sottostante.


A parte il tratto iniziale su strada asfaltata, tutto il resto era nella valle di un torrente, a tratti proprio nel suo letto, tra altissimi alberi e ripide pareti ricoperte di muschio. Visitando questi posti si coglie subito l'essenza della religiosità giapponese, risulta infatti difficile credere che alberi così grandi non siano delle divinità ma solo esseri viventi.


Giunti in cima e consumato un rapido pasto in compagnia di una torva di trekker giapponesi, ci siamo incamminati per il ritorno, scegliendo però un percorso diverso.
Lungo questo il divino che era nell'aria si è manifestato sotto forma di visioni: non la solita giapponese in minigonna e tacco da 6 cm anche sullo sterrato (quella stava in cima...), ma addirittura un impegato in pastrano nero, giacca, cravatta, scarpe di pelle, ombrello e 24 ore che sembrava appena sceso dalla metropolitana...


Proprio strane queste visioni... Sarà stata la stanchezza?
Alla prossima!

venerdì 28 marzo 2008

Cherry blossom.

Ormai cosa sia l'hanami lo sapete, e penso che vi abbiamo detto fino alla noia come i giapponesi siano legati al lavoro.
Detto questo, noi pensavamo che, essendo ieri un giorno lavorativo, andare in giro per parchi a fare un po di sano hanami sarebbe stato un buon modo di scansare le folle giapponesi limitandoci a quelle di turisti.


Così siamo andati a Ueno koen, uno dei posti migliori in cui praticare questa attività. Come potete vedere dalle foto, però, il lavoro per molti giapponesi è andato a farsi benedire, la folla che si assiepava soto i sakura era composta non solo da vecchietti e ragazzini, ma anche da rispettabili impiegati in giacca e cravatta, alla faccia dei workaholic.


Abbiamo anche scovato il gruppo di ricerca di architettura dell'università di Tokyo, che aveva prenotato il suo posto sotto gli alberi con un peluche di un canguro vestito come Sailor Moon....



Abbiamo noleggiato una barchetta a remi e ci siamo messi a remare nel laghetto del parco, gustandoci lo spettacolo degli alberi imbiancati, e poi, una volta tornati a terra, ci siamo diretti a pranzare con la pizza piú buona di Tokyo, alla pizzeria Savoia proprio di fianco all'ingresso dello zoo.
Da li siamo poi andati ad Hamriuku Garden, ex giardino dell'imperatore e ora bel giardino.


Aspetto particolare di quest'ultimo sono i laghettti che lo decorano, che sono di acqua salmastra, essendo collegati alla baia di Tokyo, seguendone quindi anche le oscillazioni di livello legate alla marea.
Pregevoli anche il pino nero tricentenario e i campi di rape in piena fioritura, al pari dei ciliegi.


L'altro ieri, invece, abbiamo approfittato del sole per consumare la pausa pranzo in piccolo parco vicino l'università, che penso fosse una villa poi donata alla città. Anche li c'erano un bel po di persone intente a consumare un picnic sotto i ciliegi in fiore.


Proprio niente male, vero? E pensare che quasi non li si nota dall'esterno...




Certo, se uno é allergico al polline sará una tortura, ma per il resto é uno spettacolo da non perdere assolutamente.

Alla prossima!

martedì 25 marzo 2008

Kamakura, il ritorno.

Oggi abbiamo (ri)visitato Kamakura, anche se è come se l'avessimo vista per la prima volta.
Stavolta infatti, avendo scelto e preso i treni esatti, abbiamo avuto la giornata intera a nostra disposizione, e l'abbiamo dedicata quasi interamente al trekking su percorsi completamente diversi dall'altra volta.


Da Kita-kamakura, stazione periferica, è infatti possibile, seguendo il sentiero del Daibutsu, raggiungere la statua del grande Budda, camminando per circa un'ora immersi in boschi silenziosi e facendo su e giù per ripide salite, sdrucciolevoli discese e fangose scalinate.


Niente di meglio per chi si vuole un po' disintossicare dal cemento metropolitano, e così, visitati due templi vicino alla stazione, ci siamo incamminati lungo il sentiero. Silenzioso, immerso nel verde e impegnativo, ma soprattutto senza le folle di turisti che si trovano altrove nella città.


Così raggiungere il Budda al termine del cammino è stato quasi un dispiacere, perchè è significato anche reimmergersi nelle frotte turistiche.


Un breve cenno alla statua del Budda: fusa nel 1252 D.C., alta 13,5 metri e con il modico peso di 121 tonnellate, fino al 1498 era ospitata in un tempio, finchè uno tsunami non ha spazzato via il tempio, lasciando solo la statua e le pietre delle fondamenta del tempio. Da allora è rimasto esposto all'aria aperta.


Sarà che siamo fortunati noi, ma anche stavolta abbiamo beccato due italiani che si sono fatti riconoscere. Niente tifosi, stavolta, ma solo due piccioncini emiliani che anzichè tubare all'ombra dei ciliegi in fiore, litigavano ad alta voce davanti all'ingresso di un tempio, perchè lui era stanco e lei voleva ancora scarpinare (tutti dati appresi durante il passaggio davanti al tempio).


Per fortuna questo incontro è capitato prima che imboccassimo il sentiero, cosicchè abbiamo avuto modo di smaltire le grida, gustandoci gli agili nonnini e nonnine giapponesi che ci superavano lungo il cammino. Un solo dubbio ci ha assillato durante l'itinerario: ma perchè le giapponesine mettono i tacchi pure per andare a fare trekking?


Alla prossima!

domenica 23 marzo 2008

Hanami haiku.

dilegua l'eco della campana del tempio;
persiste la fragranza delicata dei fiori;
ed è sera.


Un haiku di Basho per introdurvi alla descrizione della nostra Pasqua giapponese, passata, in accordo col Natale, a spasso per parchi. C'è da dire che, mentre a Natale i parchi non è che siano poi tutto questo splendore, in questa stagione offrono il meglio di se stessi.


E così, mentre il 90% degli italiani sgranocchia agnelli e pasta al forno, noi siamo stati allo Shinjuku Gyoen, ex giardino dell'imperatore ed ora stupendo parco pubblico nel cuore pulsante di Tokyo: la stazione di Shinjuku, la più grande del Giappone, è proprio ad un tiro di schioppo da qui, e credo che il terreno possa tranquillamente essere pagato in mercedes al metro quadro.


E invece di edificare su questi 58 ettari di terreno, questi giapponesi preferiscono tenersi il parco! E come dargli torto? A vederli sostare sotto gli alberi in fiore a praticare l'hanami, cioè la contemplazione dei fiori, non si direbbe che sono gli stessi che sformicheggiano ad ogni ora del giorno sulla metro e per le strade di Tokyo.


Neanche noi ci siamo fatti cogliere impreparati, e abbiamo hanamato a più non posso. L'unica cosa fuori posto in tutto il parco, rigorosamente giapponese, era la parte con il giardino alla francese, che si abbinava come le nespole col gorgonzola, ma tant'è, non è una pecca immane.


Praticamente è stata una pasquetta anticipata, con l'unica, lodevole eccezione della totale mancanza di stereo tenuti a palla a suonare musica HUNZ HUNZ nell'aria. Non se ne è sentita proprio la mancanza.

Alla prossima.

sabato 22 marzo 2008

In bici come prima.

Come tutte le belle storie, anche questa è finita... Abbiamo venduto le nostre biciclotte, fedeli destrieri nelle pedalate giapponesi. Per fortuna non si sono separate, avendole vendute entrambe alla stessa persona.


Per dare loro un degno saluto, grazie anche alla (finalmente) bella giornata di sole, oggi le abbiamo portate in giro qui vicino, su e giù per i dolci declivi che caratterizzano una città di mare come Tokyo (vedete la foto e cogliete la freddura...): prima all'Okamoto Koen, poi lungo il Tamagawa ed infine al Kinuta Park.


Come già detto altrove, i ciliegi ormai sono in subbuglio: i boccioli ormai palesano i petali, il cherry blossom è ormai questione di giorni, le previsioni hanno fatto centro. In più anche i prati si sono ricoperti di un tenero verde, molto soffice da calpestare.


I giapponesi ne approfittano per dedicarsi agli sport più disparati: baseball, golf, rugby, corsa, ciclismo, badminton, pesca, sport X (si gioca passandosi la palla con una specie di retino per farfalle e bisogna fare gol, come si chiamerà?), freesbee.... insomma, qui lo sport non ci si limita a vederlo in TV, ma lo si pratica sul campo.


Finita la pedalata, abbiamo volto le nostre ruote verso Shibuya, dove abbiamo consegnato le nostre biciclette ai nuovi proprietari.
Se volete fare una pazzia in bicicletta, vi consigliamo vivamente di provare ad andare in bici a Shibuya alle 18 di un sabato pomeriggio: c'è talmente tanta folla che al confronto la tangenziale nell'ora di punta è un sollazzo! Come non dare ragione a chi si occupa della gestione del traffico? Se masticate un po' di inglese (oltre a colombe ed agnello), date una lettura qui.

Vendute le bici, ora si che il ritorno in Italia si avvicina...

Alla prossima, e nel frattempo buona Pasqua!

sabato 15 marzo 2008

Fiori rosa, fiori di....

Fine settimana soleggiato quest'ultimo, e non solo le persone, ma anche la natura tokyoita si sta preparando alla prossima festa della primavera, che cade il 20 di marzo.
Noi abbiamo passato entrambi i giorni a spasso in dei parchi al di fuori delle guide ufficiali per turisti, ma non per questo indegni di attenzione, anzi!


Ieri siamo stati a Kichijoji, mentre oggi abbiamo visitato la Todoroki valley.
Il primo è un bel parco con annesso laghetto (pieno di barchette e pedalò) e zoo, con la rimarchevole presenza di una gabbia al cui interno è collocato uno specchio, e che, secondo la targhetta ivi affissa, presenta degli esemplari di homo sapiens.


La seconda invece, come potete vedere dalle seguenti foto, è una valle fluviale che, incredibile a dirsi, si trova a meno di 2 km da casa nostra, in piena Tokyo, anche se a percorrerla sembra di essere tornati indietro nel tempo, e non ci si stupirebbe se si incontrasse qualche henro lungo il cammino.


Un silenzio completo, rotto solo dal gorgoglio dell'acqua e dal verso di qualche uccello di passaggio, ed ogni tanto il lontano gong di qualche tempio. Niente auto, strombazzate di clacson e stridore di freni. Sembra di essere in qualche remoto villaggio di montagna, invece si è solo 10 metri sotto il livello stradale.


Ma anche a livello della strada non c'era di che lamentarsi. La temperatura è decisamente salita, e i primi ciliegi cominciano a fiorire, mentre dai mandorli i fiori già imbiancano le strade ed i prati.


I giapponesi ovviamente si riversano sotto i rami fioriti a contemplare i fiori, e noi ci siamo fatti contagiare, stendendoci sull'erba e crogiolandoci sotto il tiepido sole di marzo.


Godetevi le immagini dei fiori, purtroppo il profumo che pervade l'aria non si può capire da esse; sembra quasi di nuotare in un vaso di miele.


Alla prossima!

sabato 8 marzo 2008

Yokohama.

Ricordate i tifosi a Yokohama durante la visita a Kamakura?
Oggi, per far vedere che non tutti gli italiani sono sokkere sokkere, abbiamo deciso di andare a visitarla, o meglio, di andare a visitare il quartiere futuristico di Minatomirai e il quartiere di Chinatown.


Mentre l'ultimo era una enorme distesa di ristoranti e negozi di ravioli al vapore, di cui alla fine abbiamo apprezzato maggiormente la lunga passeggiata per tornare in stazione, nel primo abbiamo finalmente capito a cosa servono gli architetti (a essere sinceri, qualche dubbio ci era già venuto visitando Odaiba..).


Elemento di maggior rilievo di Minatomirai è la Landmark Tower, il grattacielo più alto del Giappone, con i suoi 296 metri. In cima ai suoi 69 piani, a 273 m, c'è un osservatorio panoramico, che si raggiunge con un ascensore che percorre tutta la distanza in 40 secondi, raggiungendo una velocità di punta di 45 km/h (come si può vedere dal filmato girato nell'ascensore, in cui la velocità è espresso in m/s).



Oltre a questa gigantesca torre, tutta una serie di edifici si stagliano nello skyline di Yokohama, realizzando un panorama veramente da ammirare.
Nonostante sia la seconda città del Giappone (anche se in pratica è appiccicata a Tokyo), non è frenetica come la sua vicina, anzi, è decidamente più rilassata.


Tanto per cambiare, mentre nei porti italiani bene che vada si riesce a vedere al massimo un qualche gabbiano, qui è possibile vedere, oltre agli onnipresenti corvi e agli immancabili gabbiani, anche dei rapaci non meglio identificati, ma dall'aspetto comunque imponente.


Le aree portuali italiane, invece, assomigliano a quelle che si vedono nei film di Bud Spencer, e non sono certo il posto da raccomandare ai turisti in visita...
Alla prossima!

martedì 4 marzo 2008

Beyond evil and good.

Come forse tutti saprete, appena entrati in una chiesa cattolica si trovano delle acquasantiere, con cui ci si segna all'ingresso nell'edificio sacro.

Una simili struttura si trova anche nei templi giapponesi: una zona con una sorgente d'acqua con cui ci si lava mani e bocca, per purificare gesti e parole, ed una grande caldera in cui brucia incenso, a cui vengono attribuite proprietà terapeutiche.

Di solito, visitando i templi durante i fine settimana, cioè nei giorni di maggiore afflusso, tali proprietà terapeutiche e taumatirgiche vengono indirizzate, tramite sventolamenti col fumo, alla testa ed alle spalle.

Visitandoli invece durante la settimana, è possibile vedere come tali fumi benefici vengano indirizzate in zone ben più "bisognose": sia uomini che donne sventolano il fumo su braccia, collo e discretamente ma con decisione anche verso il "basso ventre".... un po' come se con le acquasantiere della basilica di san Pietro ci si aspergesse li dove non batte il sole... :D

Alla prossima!

domenica 2 marzo 2008

Quel pomeriggio di un giorno da cani.

Oggi prima domenica di marzo, l'abbiamo trascorsa a Yoyogi Koen, dove tutto era in preparazione per la festa di primavera del 20 marzo (che qui in Giappone è festa, e lo sappiamo già da ora. Mo l'importante sarà ricordarselo...).
Qui sotto vedete alcune immagini degli alberi in fiore.



E ora un test di intelligenza per premiare i lettori più assidui: al Meji Jingu Shrine abbiamo assistito ad una cerimonia nuziale in stile giapponese, con gli sposi in abito tradizionale.
Tra le due foto seguenti sapete indovinare qual'è la sposa e quale l'intrusa? Mi raccomando, pensateci bene! La soluzione, ovviamente, sul prossimo numero.


Altro che quesito della Susi, eh?
Come premio al primo lettore che indovinerà un takoyaki.

Alla prossima!