lunedì 20 marzo 2017

In attesa di partire

"Una bicicletta è amica in un modo in cui un'automobile non potrà mai essere.
Un'auto può essere un'amante: sofisticata, complessa, dotata di temperamento, ma un passo falso e la storia è finita.
La bicicletta è semplice, non chiede nulla, è fedele, ma come ogni amico ci puoi lavorare sopra, puoi conservarla, ripararlo quando è necessario, passare del tempo con lei, arrivare a conoscere il suo carattere.

Io ero arrivato ad amare questa mountain bike Dirty Wolf verde e rossa. Siamo partiti come estranei, appena presentati l'uno all'altra al terminal ferry di Osaka; ma attraverso tante reciproche incomprensioni - muscoli stirati, catene uscite di posto, gomiti sbucciati, ruote ammaccate - abbiamo stabilito un rapporto. [...] Il piacere di avere tra le cosce un mezzo buono, che risponde al tuo tocco e alle tue necessità, è una gioia che non ha paragoni."

Ian McDonald. Forbici vince carta vince pietra

"A bicycle is a friend in a way that a car can never be.  
A car can be a lover: sophisticated, complex, temperamental, but one misstep and the story is over.  
The bicycle is simple, doesn't ask for anything, it is faithful, but as every friend you can work on it, you can keep it, repair it when necessary, spend time with her, get to know its character.

I had come to love this green and red Dirty Wolf mountain bike. We started out as complete strangers, just introduced to each other at the ferry terminal in Osaka; but through many mutual misunderstandings - strained muscles, jumped chains, peeled elbows, dented wheels - we have established a relationship. [...] The pleasure of having between my thighs a good vehicle, which responds to my touch and my needs, it's an unmatched joy."

Ian McDonald. Scissors cut paper wrap stone

lunedì 27 febbraio 2017

Come ci siamo preparati: parte 1

(English text below)

Per intraprendere un viaggio così lungo, in una terra che per quanto cordiale è pur sempre straniera, ovviamente non basta leggere un racconto cyberpunk. Occorre prepararsi raccogliendo mappe e altre informazioni utili.

Dopo qualche ricerca in rete abbiamo trovato diversi siti che offrivano tante informazioni; tra questi ne abbiamo usati due in particolare. Il primo (Shikoku Henro Trail) ci ha indirizzato, tra l'altro, verso un libro che è una vera è propria miniera di informazioni, contenente tutte le mappe per l'itinerario a piedi. (si potrà chiamarla Bibbia del pellegrino se il pellegrinaggio è Buddista?).

Si tratta dello Shikoku Japan 88 Route Guide, disponibile in inglese ed anche in giapponese. Si può comprare on line dal sito, oppure se vi trovate a passare da Amsterdam si trova in vendita da Pied à Terre. Collegato al sito trovate anche un forum dove trovare risposte a tutte le domande che potreste avere.


Non soddisfatti di questo, abbiamo provato a consultare anche la JNTO (Japan National Tourist Organization), chiedendo loro se per caso sapevano indicarci come trovare delle mappe dettagliate dello Shikoku. Beh, forse non ci crederete, ma ce le hanno spedite a casa, in abbondanza. E, fatto non trascurabile, in doppia lingua, perchè se volete chiedere informazioni alla gente del posto, ma la gente del posto non sa leggere i caratteri occidentali ma solo i kanji, la vostra bella mappa in caratteri latini è inutile come una forchetta per mangiare una zuppa.

Ovviamente in rete non mancano video che vi danno informazioni sul pellegrinaggio, e tra questi ci è molto piaciuto un documentario fatto da Ingmar Beldman, uno steward olandese che ha fatto il pellegrinaggio nel 2013 e che ha tenuto un diario video del suo cammino.




Sono 20 filmati da 15 minuti l'uno, che coprono tutti i 46 giorni di cammino.
Mentre sostava in un minshuku, Ingmar si è trovato a scambiare quattro chiacchiere con un simpatico vecchietto giapponese, che gli ha detto di avere 71 anni e di aver completato il pellegrinaggio già 21 volte, come testimoniato dal suo libretto pieno zeppo di timbri dei templi.
La cosa divertente è che questo vecchietto affermava di completare un giro (1200 km) in 20 giorni, cioè viaggiando alla media di 60 km al giorno.
Speriamo che se ce lo troviamo alle spalle lungo il percorso ci dia il tempo di scansarci! :)

lunedì 20 febbraio 2017

More information

(English version below)
Konnichiwa,

la preparazione continua e pensiamo, o almeno speriamo, che alcuni di voi non sappiano molto di questo pellegrinaggio nello Shikoku e siano curiosi di saperne di più. Eccoci quindi a darvi alcune informazioni.

Lo Shikoku è la più piccola della isole maggiori dell'arcipelago giapponese, e si trova nella sua parte meridionale. Le città più note nelle sue vicinanze sono Osaka e Hiroshima.


Lo Shikoku è ancora un'area prettamente rurale, con poche città ed un ambiente quasi originario, quindi dimenticate i luoghi futuristici e tecnologici di Tokyo, qui è un altro pianeta. Sull'isola ci sono, tra gli altri, 88 templi che compongono il percorso del pellegrinaggio.


Come potete vedere dalla mappa, lo Shikoku è lungi dall'essere un'isola piatta, e ci sono interessanti (per il pellegrino 1) o spaventosi (secondo il pellegrino 2) sali e scendi lungo la strada. Potete anche vedere il profilo altimetrico del percorso che si affronta a piedi, che attraversando monti e valli a volte non offre strade asfaltate al pellegrino.


Non c'è un ordine prestabilito per completare il pellegrinaggio, in principio lo si può fare in senso orario o antiorario, oppure visitando i templi in ordine sparso a seconda della convenienza. Ci sono ad esempio pellegrini che completano il pellegrinaggio poco alla volta, camminando nel fine settimana o quando hanno tempo. Il modo usuale di percorrerlo è cominciando a tempio 1 e ritornarvi camminando in senso orario fino a tempio 88.

Narra la leggenda che un ricco mercante di nome Emon Saburo, dal cuore indurito dalla troppa ricchezza, abbia rifiutato a Kobo Daishi la carità di un pesce secco. Poco dopo venne colpito da una malattia, e riconoscendo il suo errore cominciò a seguire il pellegrinaggio con la speranza di incontrare il Daishi ed implorare il suo perdono. Dopo aver completato il percorso venti volte in senso orario e non avendolo mai incontrato, pensò che forse camminando in senso antiorario avrebbe finito per incontrarlo. Stremato dalla fatica si ammalò e, mentre era prossimo a morire, il Daishi gli apparve e gli concesse il suo perdono. Il mercante allora chiese di poter rinascere in una ricca famiglia per poter fare del bene, e morendo afferrò un sasso. Dopo nove mesi, nella città del mercante, nacque un bambino con la mano chiusa a pugno, che nessuno riusciva ad aprire. Venne chiamato un prete dal tempio vicino per investigare, e dopo aver invocato il Daishi il bambino aprì la mano, mostrando che vi stringeva una pietra su cui era scritto "Emon Saburo rinato".

domenica 12 febbraio 2017

In preparazione

Dicono che un viaggio di mille miglia cominci con un solo passo: il primo.
Ed il nostro è effettivamente un viaggio di mille miglia.. e per fare il primo passo ci dobbiamo preparare. Ma come?

Cominciamo dai nostri fidi destrieri, le nostre biciclette che ci porteranno in giro per lo Shikoku.
  1. Fargli fare una revisione completa, dato che dopo 8 anni di utilizzo ne avevano tutto il diritto. Catene e pignoni nuovi, cavi ingrassati, pneumatici nuovi. In più montato anche un gruppo luce posteriore ed i pedali con attacchi rapidi.
  2. Organizzarsi per trasportarle e farle arrivare integre a destinazione. Per il trasporto in aereo le imballeremo in scatole di cartone, ma per il trasporto in loco dobbiamo obbedire alle specifiche dei trasporti pubblici che prescrivono il trasporto in sacca più altri vincoli, ossia, per il bus volume max 0,25 metri cubi, mentre per il treno somma delle tre dimensioni inferiore a 2,50 metri. Dovendo poi portare la sacca appresso durante il viaggio ne abbiamo cercata una che fosse robusta, leggera e non costasse uno sproposito. Abbiamo trovato una sacca da 2,3 kg che non è fatta di carta velina ad un prezzo ragionevole (Vaude big bike bag, per chi fosse interessato).
  3. Prepare le biciclette per trasportare i nostri pochi bagagli, dotandole, oltre alle sacche impermeabili che già abbiamo anche della borsa da manubrio.
Abbiamo anche cominciato a fare pratica con gli attacchi rapidi, e nella pratica sono comprese ovviamente le cadute...

Per quel che riguarda la pianificazione del tragitto, avevamo pensato di partire da tempio 1, ma una verifica dei tempi di trasporto ci ha fatto concludere che partire da tempio 75 ci avrebbe permesso di guadagnare un giorno. Infatti dall'aeroporto saremmo arrivati a tempio 1 a pomeriggio inoltrato, quindi avremmo passato un giorno praticamente fermi. Invece andando a tempio 75 riusciremo a visitare 2 templi e a preparare le biciclette per l'indomani.

Per gratificazione personale abbiamo anche cominciato a "vedere" su Google Maps le strade che percorreremo, e questo ci ha fatto venire solo più voglia di cominciare ☺


Tra meno di 2 mesi saremo li... non vediamo l'ora!


martedì 1 novembre 2016

Back for a new adventure

It was summer 1997, on the coast of the Jonian sea a joung boy and a girl were sitting on the shore, enjoying the amazing sunset one usually have in that time of the year.
Next to them a young woman was practicing kendo, adding even more appeal to the scenery.
Upon leaving the young woman forgot behind a small booklet, a cyber-punk story about a group of students who invent a way to put on paper the power of gods. One of them embarks in cycling the 88 temples pilgrimage in Shikoku seeking for redemption.

That book is called "Scissors cut paper wrap stone", and since then it has been read hundreds of times by that boy. Now that he is a grown up man, he is going to follow the same route, cycling the 88 Shingon temples in Shikoku.

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Era l'estate del 1997, sulla costa del mar Ionio un ragazzo ed una ragazza sedevano ad ammirare uno dei meravigliosi tramonti che capitano spesso in quel periodo dell'anno.
Vicino a loro una donna si esercitava col kendo, aggiungendo ancora più fascino alla scena.
Quando andò via quella donna dimenticò un libricino, una storia cyber-punk su un gruppo di studenti che scoprono il modo di mettere su carta il potere degli dei. Uno di loro si avventura nel pellegrinaggio in bicicletta degli 88 templi nello Shikoku, in cerca di redenzione.

Quel libro si chiama "Forbici vince carta vince pietra", ed è stato letto centinaia di volte da quel ragazzo. Ora che è diventato un uomo, sta per seguire la stessa strada percorrendo in bicicletta gli 88 templi Shingon nello Shikoku.


venerdì 4 aprile 2008

Tokyo mon amour.

Ultimo post da Tokyo, se ce ne saranno altri non saranno scritti da qui.
In questi sei mesi abbiamo provato a raccontarvi Tokyo vista attraverso i nostri occhi, e ora è giunto il momento di lasciarla.

Come descrivere questa città in poche parole? Se anche uno che è nato e cresciuto a Berlino, mica a Cacioppola di sopra, la trova enorme?

Questa città è vivace e vitale come un bambino, pieno di energia, sempre in corsa, mai stanco di correre, giocare, ridere. Questo bambino se non lo vedete per un paio di mesi cambierà molto in fretta. Così è Tokyo.

In sei mesi abbiamo visto gli alberi verdi tingersi di rosso, spogliarsi, coprirsi di neve e poi rivestirsi di rosa, abbiamo visto terreni spogli diventare case, parcheggi diventare supermercati pieni di clienti, palazzi rasi al suolo per essere riedificati.

Dovessimo tornare tra qualche anno credo che stenteremmo a riconoscere il quartiere dove siamo vissuti.


E ora che le valigie sono fatte ci aspetta solo il viaggio di ritorno; abituarsi al Giappone è stata dura, ri-abituarsi all'Italia lo sarà anche di più. Per fortuna che ci penserà il fantastico volo Alitalia a farci un ripasso accelerato.

A presto.

giovedì 3 aprile 2008

Mitake san.

Ultima escursione in terra nipponica, dedicata oggi al Mitake san.
Porta di ingresso al parco nazionale di Chicibu, proprio appena fuori Tokyo, si raggiunge dopo un paio di ore in treno.


Dalla stazione si giunge alla base della montagna, da cui si può scegliere se salire con la funivia, che porta in cima in 6 minuti, oppure se arrampicarsi su per la stradina che serpeggia sulle pendici con "modeste" pendenze tra foreste di alberi secolari abitate dagli scoiattoli volanti.


Naturalmente noi abbiamo scelto di salire a piedi, seguendo la stradina costeggiata da 748 criptomerie secolari, numerate una per una....
Faticosa impresa, ma il paesaggio che si ammira dalla cima ne vale assolutamente la pena, ed il fragoroso silenzio che si gode da lassù è veramente surreale per chi esce da Tokyo.


Nel villaggio in cima dipartono poi una serie di percorsi di trekking. Vista l'ora tarda e alcuni nuvoloni incombenti ci siamo limitati a raggiungere il punto di osservazione panoramica, da cui la vista spazia fino a Tokyo (seconda foto panoramica).


Da li abbiamo visto un'aquila salire lungo una termica per poi lanciarsi in picchiata: uno spettacolo da lasciare senza parole. Prendendo a riferimento la seconda panoramica, è salita lungo la destra, poi è discesa lungo la diagonale fino al primo costone a sinstra e da li ha sorvolato il bosco.



Tornando indietro abbiamo ammirato quest'albero millenario, che adorna l'ingresso del tempio del Mitake san; anche lui, come si capisce dalla corda di paglia di riso che ne cinge il tronco, è un jinja, ossia un santuario. Vi assicuro che non ha nulla da invidiare alla Pietà di Michelangelo...

Il ritorno ce lo siamo fatto sulla funivia, un bel vagone inclinato a 45° che ci ha fatto discendere fino alla stazione, e da li siamo rientrati a Tokyo.
Se vi piacciono le vacanze a base di trekking, fateci un pensierino!

lunedì 31 marzo 2008

Irashaimase!

La pioggia che sta cadendo in questi giorni sta lavando via dagli alberi i petali dei fiori, coprendo le strade di tanti coriandoli bianchi e rosa che turbinano nel vento.
E come petali di ciliegio stanno volando via anche gli ultimi giorni qui in Giappone...

Cosa ci mancherà del Giappone?
In ordine rigorosamente casuale:
  • i negozi aperti 24 ore su 24.
  • i ramen.
  • i distributori di bevande.
  • i treni puliti e puntuali.
  • l'atmosfera da film di Hayao Mihazaki che si respira nei weekend.
  • le biciclette.
Cosa invece non ci mancherà?
  • I 17 mq chiamati casa.
Alla prossima!

sabato 29 marzo 2008

Andiam, andiam, andiamo al Takao san.

Per la serie "il trekking in Giappone", oggi abbiamo dedicato le nostre attenzioni, ma soprattutto le nostre gambe ed i nostri polmoni, oltre ai 5 sensi e alla nostra meraviglia, al Takao san.



Questo monte, alto 599 metri e 30 centimetri (oh, 'sti giapponesi sono precisi, c'è poco da fare...) e dalla cui cima si gode un panorama meraviglioso nonostante le nuvole, è situato alla periferia di Tokyo, ed è il posto ideale per una veloce escursione lontano dal cemento metropolitano.


Dalla sua base partono una serie di percorsi da trekking che arrivano sulla sua cima serpeggiando attraverso la foresta che cinge le sue pendici. Noi per la salita abbiamo scelto il numero 6, che vedete illustrato nella foto sottostante.


A parte il tratto iniziale su strada asfaltata, tutto il resto era nella valle di un torrente, a tratti proprio nel suo letto, tra altissimi alberi e ripide pareti ricoperte di muschio. Visitando questi posti si coglie subito l'essenza della religiosità giapponese, risulta infatti difficile credere che alberi così grandi non siano delle divinità ma solo esseri viventi.


Giunti in cima e consumato un rapido pasto in compagnia di una torva di trekker giapponesi, ci siamo incamminati per il ritorno, scegliendo però un percorso diverso.
Lungo questo il divino che era nell'aria si è manifestato sotto forma di visioni: non la solita giapponese in minigonna e tacco da 6 cm anche sullo sterrato (quella stava in cima...), ma addirittura un impegato in pastrano nero, giacca, cravatta, scarpe di pelle, ombrello e 24 ore che sembrava appena sceso dalla metropolitana...


Proprio strane queste visioni... Sarà stata la stanchezza?
Alla prossima!

venerdì 28 marzo 2008

Cherry blossom.

Ormai cosa sia l'hanami lo sapete, e penso che vi abbiamo detto fino alla noia come i giapponesi siano legati al lavoro.
Detto questo, noi pensavamo che, essendo ieri un giorno lavorativo, andare in giro per parchi a fare un po di sano hanami sarebbe stato un buon modo di scansare le folle giapponesi limitandoci a quelle di turisti.


Così siamo andati a Ueno koen, uno dei posti migliori in cui praticare questa attività. Come potete vedere dalle foto, però, il lavoro per molti giapponesi è andato a farsi benedire, la folla che si assiepava soto i sakura era composta non solo da vecchietti e ragazzini, ma anche da rispettabili impiegati in giacca e cravatta, alla faccia dei workaholic.


Abbiamo anche scovato il gruppo di ricerca di architettura dell'università di Tokyo, che aveva prenotato il suo posto sotto gli alberi con un peluche di un canguro vestito come Sailor Moon....



Abbiamo noleggiato una barchetta a remi e ci siamo messi a remare nel laghetto del parco, gustandoci lo spettacolo degli alberi imbiancati, e poi, una volta tornati a terra, ci siamo diretti a pranzare con la pizza piú buona di Tokyo, alla pizzeria Savoia proprio di fianco all'ingresso dello zoo.
Da li siamo poi andati ad Hamriuku Garden, ex giardino dell'imperatore e ora bel giardino.


Aspetto particolare di quest'ultimo sono i laghettti che lo decorano, che sono di acqua salmastra, essendo collegati alla baia di Tokyo, seguendone quindi anche le oscillazioni di livello legate alla marea.
Pregevoli anche il pino nero tricentenario e i campi di rape in piena fioritura, al pari dei ciliegi.


L'altro ieri, invece, abbiamo approfittato del sole per consumare la pausa pranzo in piccolo parco vicino l'università, che penso fosse una villa poi donata alla città. Anche li c'erano un bel po di persone intente a consumare un picnic sotto i ciliegi in fiore.


Proprio niente male, vero? E pensare che quasi non li si nota dall'esterno...




Certo, se uno é allergico al polline sará una tortura, ma per il resto é uno spettacolo da non perdere assolutamente.

Alla prossima!